auguri alla ciclista in beige

auguri alla ciclista in beige

In bicicletta, bene incappottata di piume, tra i 45 e i 50 anni, la osservo davanti a me, mentre lentamente procedo in auto. Il traffico nelle vie centrali non è caotico, casomai sono i pedoni e le bici che si muovono come la strada non fosse commista di presenze. Tutti schivano tutti, sembra un patto reciproco. La guardo, mentre mi taglia la strada la prima volta, rallento e mi fermo. Non se ne accorge. Sta scrivendo sullo smart qualcosa di urgentissimo, sinistra guantata sul manubrio e il pollice della destra che scorre sullo schermo. Invia e sopra pensiero, mi  ri taglia la strada. Mi fermo nuovamente. Osservo il beige del cappotto imbottito, il viso bello che non vede nulla, chiuso in qualche pensiero. Riparto. Ormai la tengo d’occhio e infatti arriva la risposta e lo smart phone prende tutto dei suoi occhi e l’attenzione, legge spostandosi verso sinistra, comincia a scrivere. Mi taglia nuovamente la strada. Altro blocco di freni. Non se ne accorge e continua la sua sinusoide da destra verso sinistra e viceversa. Sorrido e lascio che vada più avanti. Dietro di me qualcuno dà un colpetto di claxon. Poi il flusso riprende piano, attento ai pedoni e alle biciclette. Lei si è avvantaggiata e la vedo in lontananza. Non ha investito nessuno e nessuno l’ha investita, magari c’è un protettore particolare per gli utenti di whatshapp. Certo che dovrebbero essere mutate le domande agli esami di guida, la presenza di telefoni ha cambiato radicalmente la presenza cosciente degli utenti della strada. Forse per questo i costruttori di auto si stanno attrezzando per inserire di serie, la frenata automatica. Ma chi va in bici o a piedi come si ferma?

Mah… Cambieremo abitudini, in fondo è la realtà che fa i comportamenti, noi ci adattiamo alla media del momento.

Alla bella ciclista in beige, che è stata oggetto dei miei pensieri e attenzioni, auguro che la sua fortuna continui, che l’amore, ma solo quello, l’investa. 

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4 pensieri su “auguri alla ciclista in beige

  1. E meno male non prendeva Pokemoon.
    Si, è diventato davvero difficile resistere ai richiami del cellulare, qualunque cosa si faccia ma bisogna imporselo, oltretutto alla guida di qualsiasi mezzo è pericoloso per sé e per gli altri. Ciao!

  2. @ladyNadia: La tentazione è forte perché l’idea è quella di aprire una sorpresa e di provocarne un’altra. Non mi pare che ci sia autodisciplina diffusa nell’uso.

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