la frattura

la frattura

Quando su questioni non dappoco, come la riforma costituzionale, tra amici ci si trova su posizioni differenti, qualcosa si raffredda nella sintonia. Non sono solo opinioni, è una visione del futuro, del poter camminare assieme che muta. Non è che bisogna essere sempre d’accordo, ma è la qualità del discutere che è mutata e la svalutazione dell’espressione del dubbio che prima permetteva di trovare punti di contatto che viene dissolta. Mai come ora il dubbio condiviso sarebbe un legame che permette di evolvere il discorso. Ma non è così, ed è la negazione del dubbio che mette dall’una o dall’altra parte definitivamente. Ecco di questa scissione l’addebito andrà a chi coscientemente ha perseguito la frattura impedendo che il buono dell’una e dell’altra parte si incontrassero. Questa divisione proseguirà nel peggio tra chi amico non è, e ci sarà chi non riconosce più la Costituzione come propria. Sarà questo un danno immane che entra nella politica. La politica ha il compito di mettere assieme per risolvere i problemi, adesso emerge il suo contrario ovvero una parte risolverà ciò che pensa essere il suo problema. E questo si insinua nella società, e arriva nei rapporti tra le persone. È questa la frattura più grande che viene provocata. Scientemente provocata. Non è il nuovo, è un’arma del vecchio che divide le forze e sostituisce un potere con uno nuovo, ma che ha sempre la stessa natura, le stesse modalità.

Il 5 dicembre non sarà caduto il mondo, anzi tutto continuerà come prima, con gli stessi problemi irrisolti che ci portiamo appresso e sarebbero ben più urgenti, però non sarà lo stesso. A Renzi bisogna riconoscere che per suo merito c’è una scissione tra un prima e un dopo, una chiarezza che allontana. Ma era di questo che il Paese aveva bisogno?

Annunci

8 pensieri su “la frattura

  1. L’ha ribloggato su Omologazione Non Richiestae ha commentato:
    Il concetto della negazione del dubbio che è proprio l’anima dell’ideologia tout court qui chiaramente espressa non vale solo per questo referendum. Ribloggo con grande malinconia poiché vedo allontanarsi la mia utopia di società civile e forse anche di una diversa politica.

  2. Buongiorno Will
    Abbiamo bisogno di accoglienza, di unità, di lavorare assieme per un fine comune senza prevaricazioni (anche se la pensiamo diversamente, perché la diversità arricchisce).
    Non del suo contrario.

    Prima… instillazione di individualismo ed indifferenza, ora tentativi (ben riusciti) di divisione.

    Divide et impera.
    Purtroppo non è cambiato nulla e se non ci sarà una presa di coscienza forte da parte di tutti, non cambierà nulla, se non in peggio.

    Nonostante tutto però io voglio sperare.
    Anche solo partendo da un sorriso mattutino per te.

    Serena giornata Will, grazie
    ciao Ondina 🙂

  3. Eh….ce ne sono davvero tanti di “meriti” come questo che gli si possono riconoscere, certo è che come riesce lui a far approvare le leggi di cui nessuno parla e di cui si viene a sapere solo a cose fatte, non lo batte nessuno!

    ________________________________

  4. Caro Enzo, abbiamo una memoria che porta passione e distanza. Passione per ciò che si considera intangibile, e distanza perché si ha la percezione del limite. Il dubbio serve a questo. parafrasando direi che solo l’imbecille oltra a non avere limiti, non ha dubbi.
    Che sia una buona giornata

  5. Buon giorno Ondina, l’esercizio del potere è necessario ma se esso si fonda sulla frantumazione del noi, dello stare assieme diviene potere di parte. In democrazia anche se comunque chi governa è una parte, lo sforzo per unire, per portare avanti tutti dovrebbe essere prioritario. Per questo mi fa più paura la frattura del risultato del referendum, perché poi ci sarà un noi e un voi e il potere diventerà ancor più il centro dello scontro. Un Paese con 2250 miliardi di debito può permettersi il lusso di essere diviso, di non riconoscere le priorità, di mettere al centro della politica i destini personali dei leader? Io credo di no. Con serena amarezza voto NO, e sono pure convinto di far bene.
    Che sia una bella giornata, qui c’è il sole Ondina. grazie a Te per la tua attenzione 🙂

  6. Anche se non lo evochi Silvia, parliamo della stessa persona, ovvero di Renzi. E’ indubbia la sua carica, il primato del fare, anche se questo è molto più una dimostrazione che un contenuto che porti verso un futuro condiviso. Del resto non credo che neppure i suoi ministri abbiano vita facile, visto alla frequenza con cui si sostituisce nelle competenze. Mi spiace che tutto questo sia nel segretario di quello che è stato il mio partito. Avevo una idea diversa di riformismo, senza disprezzo dell’avversario, includente e non escludente, volevo si parlasse del lavoro e non solo dell’occupazione assistita, dei giovani e non dei bonus, dell’assenza di una strategia di crescita e di scelte conseguenti non di decreti e di amicizie imbarazzanti con chi porta le aziende all’estero. Insomma pensavo che il nuovo nascesse dentro e non da altro che non mi appartiene. Che dire, se non che il 4 dicembre cambierà eppure nessun problema sarà risolto perché si è scelto di non risolvere ma di distrarre. Vedremo, intanto so come votare e non è poco.

  7. Willy la memoria è cultura e conoscenza di noi e degli altri, fisiologicamente porta con sè il seme del dubbio, di altre strade e altri risultati. Non avere dubbi protegge, riposa come i fumatori d’oppio. Vorrei essere più socialmente contento dell’aver memoria ma non si cambia, non alla mia età. Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...