acque

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Acqua sopra, sotto, di lato. Oggi Venezia era liquida, trasudava acqua e salso dalle pietre, dal legno delle briccole, dal marmo che colava acqua bianca di calcare. Il percorso canonico santa Lucia, Rialto, san Marco era un fiorire di ombrelli e di frette pronte a infilarsi in androni, che poi sono micro calli, verso un riparo, una parola, un piatto che fuma, un’abitudine.
Altro discorso per i percorsi alternativi dove le persone sono piu rade anche col sole, le osterie, “i bacari”, hanno il pregio del cibo non usuale. Come la parlata più aperta, sapida, fatta di confronti vinti in partenza, veneziana e altezzosa. Come la repubblica. Però si mangia meglio e si paga il giusto, basta sapere dove sono. Spesso il proprietario saluta chiedendo di più, sorride, ieri come al solito pranzava con la famiglia nel tavolo vicino alla porta. Le pareti sono ricoperte di quadri, di fotografie: ospiti illustri e sconosciuti. Oli leggeri, pesanti, svagati. Acquerelli, litografie, riproduzioni a mano, falsi, autentici e vetri. Dipinti e soffiati. Fuori diluvia, a Venezia o si diventa pietra o corpo o si marcisce.

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6 pensieri su “acque

  1. Mi piacerebbe essere lì e che tu mi insegnassi i posti e mi narrassi le storie. Ho soggezione di una città così altera e quanto vorrei conoscerla meglio Buona serata Will

  2. Potrei raccontarti le storie dei luoghi che conosco e che ho frequentato e sono diurne e notturne, Venezia è una città d’ombra e luce, ha entrambe come è insieme acqua e terra. Se non seguo i miei ricordi, cerco le parti più popolari che ancora resistono, il gusto della chiacchiera, i rii frettolosi e muti che conducono solo a case, la punta della dogana e San Giorgio maggiore, per guardare il bacino di San Marco. Sarei un cattivo narratore dell’adesso, forse perché lo sento così evidente, distante e farlocco anche se vero.
    Mi piacerebbe parlare dell’acqua che cresce, che respira eppure racchiude più che mostrare. Uno scrigno. E la farei troppo lunga. E tu chiederesti un po’ di silenzio per vedere e avresti ragione.

  3. Venezia è sempre romantica e meravigliosa.
    Si respira aria di un tempo che fu… non saprei spiegare perchè ciò che esiste di moderno diventi lì completamente invisibile.
    Ciao.

  4. Hai ragione Nadia, Venezia ha la capacità di portarti in un mondo alternativo e passato. Sarà l’assenza di auto, la concentrazione strabiliante di marmi, l’atmosfera sospesa che è oltre i fiotti di turisti, o forse per altro, ma la magia di una alterità c’è sempre. Anche in quella parte più popolare che a me piace assai, anche nei “Bacari” dove fermarsi a bere e mangiare un “spuncion” resta quella sensazione di diversità.
    Buon inizio di settimana 😊

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