la macchina di babele

la macchina di babele

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Per quelle strane coincidenze, che non sono tali, George Gamow, matematico americano famoso negli anni’50 e Jorge Luis Borges, scrittore molto famoso in quegli anni e pure dopo, ipotizzavano in libri totalmente diversi, della generazione automatica di testi. Gamow immaginava una stampante automatica in grado di combinare le lettere e gli spazi, che operava senza limiti di tempo. Questa macchina avrebbe prodotto tutti i testi già scritti, anche quelli perduti o solo pensati e quelli ancora da scrivere. Bastava discernere il buono da ciò che era semplicemente una sequenza informe di spazi e di lettere. Fatica a suo modo infinita come la produzione dei testi.

Borges, nella Biblioteca di Babele, mostrava tutti i libri già raccolti in una biblioteca circolare, ed era un universo ben più inquietante nella sua indifferenza, ma il contenuto era lo stesso: si poteva generare qualsiasi libro scritto o da scrivere, metterlo in uno scaffale e forse qualcuno l’avrebbe letto e scoperto, ma anche no. Sarebbe comunque esistito lo stesso.

Il pensiero che si disperde, non solo nelle nostre menti, ma anche quando viene fissato, è la raffigurazione della babele dei contenuti che ci sono nel mondo ed ora nella rete. Universi che parzialmente si fondono, verità e menzogna che si sovrappongono, impossibilità nel discernere, nell’apprendere anche solo in piccola misura il desiderato. Dispersione di pensiero e infinite biblioteche di Alessandria che hanno avuto e avranno il loro carnefice. E diverse e parzialmente rinasceranno.

Ci si stringe in gruppi, in crocchi che parlottano tra loro, per evitare la dispersione. Questo può essere emblematico di una disperazione sottesa, di una solitudine che condanna il rapporto tra pensiero e sua manifestazione, oppure può parlarci dell’unico e della sua parziale riproducibilità. Come per gli infiniti testi, gli infiniti pensieri non saranno mai gli stessi, si perderanno già dentro in noi. Ma pezzi di pensiero riemergeranno in altri, in contesti e fattispecie differenti. Li riconosciamo e generano affinità. Molto sarà perduto, ma cos’è il molto rispetto all’infinito e al relativo che esso genera. Non possiamo averlo il tutto, ma chi cerca, o anche è solo curioso, trova. Ed è stupefacente cogliere qualcosa che ci assomiglia nelle parole di un altro. Non è noi, ma ci dà la sensazione bellissima di non essere soli.

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Un pensiero su “la macchina di babele

  1. I libri … le loro pagine che conservano tanto di noi e di chi amammo, “quei” libri ( no … non parlo degli orridi e-book, io parlo dei libri cartacei, quelli veri ) incisi nel nostro cuore palpitante, i libri tessere del mosaico-sogno che ancora ci emozionano … cosa e dove saremmo senza di loro ???

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