Fumo notturno

Fumo notturno

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Fumare fuori, in terrazza, nel buio che avanza. Verso ovest, le nubi hanno ancora striature di grigio, qualche orlo rossastro. Ora la strada è spesso vuota, quando c’è qualcuno, sono auto, persone, pensieri che vanno, che hanno una direzione. Rumore che si dissolve, silenzio, rumore che si ripete. Dalle finestre illuminate delle case tra radure artificiali, qui c’era il bosco, televisioni che parlano, altri silenzi. Si ascoltano molto più gli oggetti delle persone. Qualche voce parla dentro le case, si crede che nessuno ascolti e si è più liberi.

Quando si è giovani si pensa sempre di non essere visti abbastanza, per questo ci si mostra, si parla ad alta voce, oppure ci si duole di non saperlo fare, ma poi tutto diventa relativo. Ma intanto si è perduta l’età delle passioni, quell’innamorarsi della possibilità sino a sentirla concreta. Non si pensa più di studiare qualcosa di strano, d’imparare il sanscrito, oppure indagare su una piccola curiosità che cresce per suo conto e di cui si diventa esperti. E di queste idee non si parla quasi con nessuno perché è una cosa nostra, una passione da condividere solo con chi può capire, perché quella spinta viene da dentro e siamo noi in divenire.

È strano che nella notte ci sia sempre un cane che abbaia, una finestra che si spegne, una voce slegata da ogni contesto. Le luci dei balconi sono immobili, la pipa si spegne spesso, i pensieri corrono ovunque. Si rimpiange ciò che si è perduto, ciò che non è stato o ciò che non è più possibile? L’aria è diventata fresca, i rumori degli aerei che vengono da ovest si confondono col brontolare lontano dei temporali sulle dolomiti. Ogni voce ha il suo suono, ogni silenzio ha il suo suono. Se posso rimpiangere qualcosa è non essermi spiegato abbastanza e aver lasciato pozze di incomprensione, oppure di essermi spiegato troppo e aver tolto ogni speranza. Né l’una né l’altra cosa toccano il futuro, aggiungono consapevolezza alla notte, a quel guardare il cielo che cerca le stelle e non sa mai ben collocarle dentro di se.

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4 pensieri su “Fumo notturno

  1. Anche a me, piace tantissimo accendere la mia pipa (@Castello) e bruciare tabacco (Erinmore), quando s’ affaccia la sera, e massimamente quando m’ accomodo – da solo – sul balcone di casa …. a due passi dal mare !
    Seguo le spire del fumo che sale …. e le stelle paiono ballare ….
    Mi domando : dove andrà quel fumo … e dove tutti i fumi usciti dalle mie 150 pipe ???
    Ahi vitaaaaa …. quanto ti amo !
    🙂

  2. È un bel fumare la pipa al buio, io lo faccio anche col sigaro. Aroma e profumo senza disturbare nessuno. Complimenti per la tua collezione Bruno 😊

  3. Non so come sia fumare sul balcone, poiché io non fumo. 😜
    Ma so che è bello fermarsi lì a guardare, come l’altra sera, la luna grande e gialla che fa capolino tra le nubi, verso est, da dove è appena sorta tra i monti, nel silenzio della notte, quando i suoni sono quasi ovattati e lontani, tutto sembra fermo in attesa della ripresa del nuovo giorno.
    È bello star lì a pensare mentre un venticello accarezza e rinfresca la pelle dopo giornate calde come le ultime che affaticano chi rimane in città per lavorare. 😑

    Ma, nel silenzio della notte, non bisogna però lasciarsi andare ai pensieri tristi o pedanti ma occorre invece essere positivi, vedere il bello che si è, che si è costruito e che si possiede (e non sto parlando di mere cose materiali) e essere consapevoli che ci saranno ancora tante possibilità, passioni, bellezza e futuro dinnanzi.
    Basta avere occhi e cuore per vederli. 😊

    E ….
    poi arriva il micio che reclama coccole….
    mica fesso, lui 😃
    Mi sa che ha capito tutto….😇

    Buon sigaro-barra-pipa notturni 😃 e poi buona notte
    Il solito sorriso
    Ondina 😊

  4. Ê un invito così dolce il tuo,Ondina, a vedere il buono che c’è e che si è costruito in mezzo a innumerevoli errori. Il rimpianto nasce da molte fonti, importante è che non tolga luce al presente, anche se di notte di luce da togliere ce n’ è poca. In fondo la nostra testa lavora per sottrazione e ciò che non c’ è sembra fare aggio su ciò che c’e. Prendiamo la bene questa spinta che nasce da piccole insoddisfazioni perché é quella che ci permette di andare,di vedere ciò che ci attornia, di avere desideri.
    Grazie Ondina, un po do
    ottimismo e una tirata d’orecvhie fanno bene. 🙂

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