2001

2001

Quello precedente era il 2 millesimo post su wordpress. Non è stato difficile scriverli, è stato lungo. A volte faticoso. Mi sono accorto, ma io sono un po’ lento, che da tempo il linguaggio vorrebbe essere più fluido. Liquido, come direbbe Bauman, in sintonia con me stesso e con il mondo. Se penso allo scarnificare le parole praticato prima, oppure al loro rigonfiarle d’aggettivi ventosi poi, o ancora al suono cercato assieme al ritmo, posso dire che un po’ di sperimentazione l’ho fatta. Ma nello scrivere pubblico ognuno sperimenta sé stesso, cerca qualcosa in più, foss’ anche l’apparire ortografico e lessicale, più curato di quello che solitamente offre al proprio silenzioso scrivere. O anche solo il rileggersi e correggere, cosa che magari spesso non si fa. Anche fossero queste lezioni a sé nell’apparire, ci sarebbe un educarsi. Quindi questa è una scuola che riguarda chi scrive e la sua cercata verità; e che, indipendentemente dagli obbiettivi, dai risultati, dalla soddisfazione che ne trae, è qualcosa in più rispetto al non provare, al non dire per timidezza, al limitarsi perché qualcuno un giorno, secondo parametri oscuri, decise che lui, proprio lui, non era portato, non scriveva bene. Se la realtà è una dura maestra, la memoria, lo sguardo, la fantasia, il dubbio, non sono da meno. Non c’è nulla da mostrare, ma molto da vedere, e in questo mostrarsi ci si mette in gioco. Così per il 2 millesimo post, m’ è venuta l’idea di fluidificare la lingua, di cominciare ad inventarne una di personale da usare talvolta per me. Uno scrivere privato per capire dove s’inceppano le parole e dove il suono diventa significato. Il gramelot esiste da sempre, non solo in teatro, è un linguaggio da bambini oppure da kabbalisti esoterici. Però entrambi credono nella magia delle parole e amano il mistero e quindi s’assomigliano. Bisogna essere un po’ apprendisti e credere nella magia per pensare che le parole abbiano la vita che ciascuno gli dà.

Come me, per l’appunto.

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2 pensieri su “2001

  1. Complimenti per il traguardo, Will, per il tuo modo di scrivere che a me piace molto, per l’apprendista (??) che ci regala quasi quotidianamente parole per riflettere, ricordi e bellezza che riflettono quello che lui è in quel dato istante, ma che è anche un insieme di ciò che si è formato, evoluto e cresciuto nel tempo poiché è cambiato, evoluto e cresciuto pure lo scrittore.

    Fermarsi e fossilizzarsi (magari nostalgicamente) anche solo sulla modalità di scrittura non va bene, per bello che sia stato quel modo (di scrivere e di essere).

    Un altro sorriso, buona giornata e per oggi chiudo qui 😀

  2. Grazie Ondina, per il tuo commento e per la fiducia sul cambiamento,
    Il discrimine tra cambiare e restar fermi è il modo di vedere la vita, il prendersi poco sul serio e al tempo stesso sapere che si vale per se stessi. Insomma sapere che ci sono i limiti ma avere anche l’idea che si possa verificarli. Lo scrivere è uno specchio veritiero, dice molto oltre le parole, è una terapia oltre che un bisogno-piacere.
    Buona giornata con un sorriso grato per l’attenzione😊

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