selfie e potere

selfie e potere

Questo bisogno di essere contigui al potere, partecipe, si traduce nel selfie con la celebrità. E’ la traduzione del conosco, che in realtà significa: sono conosciuto da…, posso perché partecipo del suo potere. Quindi la prossimità con chi può, fornisce identità, e quindi l’essere diverso, un po’ sopra, speciale. Il potere oggi si auto rappresenta molto, siamo passati dalla rappresentazione berlusconiana al far da sé che dipende molto meno dal ricatto televisivo, ora è la tv che cerca.  Renzi è l’epigono di questa auto rappresentazione che sdogana la politica da una necessità di riconoscimento, è il sono perché mi riconosco. 

Avere un’ideologia alla Marchese del Grillo a portata di mano comporta che chi vuole cercare un ruolo, un’importanza, non solo politica, prima di tutto si riconosca in un ego che si autoalimenta. Ma è da pochi, gli altri si adeguano con nuovi mezzi, e come un tempo dicevano conosco, perché avevano stretto una mano, oggi lo dicono con un selfie, con una telefonata ad una segreteria, cercando di essere un terminale di quel potere che si autorappresenta. Una epifania dell’essere e del suo futuro, che diventa di massa, salvo che questa rigetterà tutto quando il potere se ne andrà altrove e ne cercherà un altro nuovo.

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