You are currently browsing the monthly archive for Settembre 2009.

 

in cerca di Giulia

in cerca di Giulia

 

Questo mondo non è perfetto, è ordinato, di quell’ordine che sanno dare i preti prima e poi la coscienza della terra, del lavoro, della roba. Una sequenza di fatiche, come in altre parti di questo paese, ma qui il denaro ha premiato il lavoro e l’ordine mentale, altrove non è stato sempre così. La voglia di solidità si vede dai tanti mattoni. Quelli pieni, solidi, di un tempo. Utili a far case e fortezze, per sfidare i secoli assieme ai loro abitanti. Tra le cascine si sono infilate le villette, hanno occupato gli spazi residui lasciati dalle vigne, qualche pezzo di bosco, senza protervia. La malagrazia di molto è dettata dalla fretta e dalla paura di perdere ciò che faticosamente si è conquistato, più in fabbrica che sui campi. Quando i partigiani scendevano ad Alba non c’erano tante case, e neppure tante cantine o B&B. Ma adesso i partigiani non servono in collina, sono necessari in città. Si è rovesciato il mondo e i vini danno il nome ai paesi: piccoli grumi di case, ristorantini, enoteche, vinerie. E’ rimasta l’antica cortesia, per chi ancora ci bada e trae piacere dai gesti rattenuti, dalle voci discrete. Non lontano da qui c’era la casa di Giulia, quella che Johnny vuol vedere, per parlare, capire: è alle prese con la gelosia e la guerra e l’amore rendono tutto impellente, anche sapere. In Fenoglio la descrizione della gelosia è dialogo interiore, l’inconfessabilità a sè stessi delle ragioni profonde del voler possedere, la percezione che i tempi dello scegliere sono passati ed altre scelte si sono accumulate.  Scelte escludenti di possibilità e per questo intollerabili, come se tutto ci dovesse essere dato. Sapere, perchè sapere? Per essere liberi?  Che illusione la libertà che dipende, la libertà del prigioniero d’amore che si dà in ostaggio. O forse sapere serve per aggiustare il presente squinternato e il conoscere dovrebbe dar ragione, rimettere ordine, in testa e nelle pulsioni. In fondo è l’ordine che c’è qui attorno, nelle vigne con le rose in testa di filare, nella pulizia delle strade secondarie, nelle case curate.

Partendo da casa Fenoglio, a fianco del Duomo, si arriva subito al municipio. E’ quello della balconata gremita di capi e comandanti dei 23 giorni della città d’Alba. Con l’ironia di chi sa come va a finire, Fenoglio, racconta la distanza tra potere e popolo, fino alla gioia e all’applauso autoindotto. Ma non è importante il finale della folla, importante è che sia accaduto e che quelle vite mescolassero cose esteriori, apparentemente grandi, con emozioni e amori, altrettanto grandi. E portandosi questa unicità salivano e scendevano dalla collina tra le vigne e odor di mosti, tartufi e nocciole tostate, e poi, ancora, passavano all’altro crinale verso un nuovo declivio, sapendo che quell’andare sarebbe finito. Prima o poi.

IMG_0066

Dietro il Duomo di Alba sale un sentiero verso Altavilla. E’ un cammino a ritroso nella Langa, ritmato dalle righe di Fenoglio che fanno emergere case, vigne guarnite di rose e sentieri ripidi scavati dall’acqua.  Case di geometri seguono il sentiero, fino alla  macchia, poi basta e dietro un nocciolo, la colonna capitozzata di pietra grigia con la lapide: Gino Rocca, qui cadde seguendo un ideale. Novembre 1944.

Vado a memoria e della prosa potente di Fenoglio emerge dal ricordo l’immagine di un giovane che sta scendendo la collina. Uomini, spari, chi insegue e chi è inseguito, con quella casualità che è pane della morte. Adesso quel giovane vede un repubblichino, un ufficiale che alza l’arma, un fiore rosso dalla canna e prima del rumore, senza  rendersi conto, il suo corpo cade in avanti verso valle, mentre i pensieri si dissolvono nel sole di un giorno. L’ultimo.

Si parla tra noi di ciò che eravamo: chi comunista, altri democristiano, fascista, socialista, ma sono tutti nomi che non dicono oggi, più nulla di concreto a chi  ha 20 anni. Con la mia generazione finirà il ricordo ancora vivo della guerra di liberazione e dell’antifascismo, c’è solo la speranza che per alcuni restino gli ideali, quelli che seguiva Gino Rocca, scendendo la collina. Magari con altri nomi, ma con lo stesso sorriso per una cosa grande che si porta appresso.

IMG_0460 

Il commerciante di pensieri, ecco cosa dovevi fare. Il commerciante di pensieri. 

I pensieri collaterali non si raccontano, sono desideri, sfumature, attenzioni per cose che esigerebbero una lunga spiegazione. Ma allora la magia svanirebbe e la sensazione diventerebbe priva di senso anche per te. Chi è bravo commercia i pensieri, li esibisce come perle e fa rilucere sottointesi. Altri, meno bravi, si accontentano di sorridere tra sè, oppure di far brillare gli occhi e alla domanda: cosa succede? Rispondono con un sorriso: cose mie, difficili da dire, se non hai molto tempo a disposizione.

De Andrè, Battisti, donne, amori e solitudini giovanili,  tristezze, farabutti, escort, commozione e tenerezza senza tempo, lacrime senili, inutilità, passioni, certezze, realtà, sogni e risvegli: oggi.

Come nebbie in cui rintanare la rabbia che dice: finirà, certo che finirà, ma cosa sarà rimasto?

 

ANCHE PER TE

(Battisti-Mogol)

Per te che è ancora notte e già prepari il tuo caffé
che ti vesti senza più guardar lo specchio dietro te
che poi entri in chiesa e preghi piano
e intanto pensi al mondo ormai per te così lontano.
Per te che di mattina torni a casa tua perché
per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te
per te che metti i soldi accanto a lui che dorme
e aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi…
al vento avrebbe detto sì.
Per te che di mattina svegli il tuo bambino e poi
lo vesti e lo accompagni a scuola e al tuo lavoro vai
per te che un errore ti è costato tanto
che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto.
Anche per te vorrei morire ed io morir non so
anche per te darei qualcosa che non ho
e così, e così, e così
io resto qui
a darle i miei pensieri,
a darle quel che ieri
avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi…
al vento avrebbe detto sì.

 

 

 

Via del Campo (Fabrizio De Andrè)

Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.

Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.

Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.

Dovremmo pensarci bene prima di lasciare le insoddisfazioni che conosciamo per sceglierne di nuove.

Stamattina sono uscito presto e l’aria era ancora nuova. Maria dormiva. Maria ha 85 anni, ogni mattina mi saluta con tratti antichi di cortesia. Ne ho già parlato. Spesso la vedo che appende la gabbia del canarino e mi parla intanto, del tempo, della fatica di vivere e del vicolo che tiene pulito. C’è una parola per lei, con più significati, in italiano e spagnolo: linda. E’ così che appare.

In una pagina di De Marchi: libertà ai canarini, il protagonista libera gli uccelli che amava perchè si chiudono le speranze, gli amori e lascia, scivolando nella tristezza di ciò che non è stato. Maria anche se è stanca di vivere, non lascia e ascolta il canarino. Sa che un canarino liberato non dura è difficile parlare con lei di prigioni e di anime che non dovrebbero mai essere in gabbia. Meglio non farsi troppe domande, verrebbero troppe risposte.

La rete consente lievi innamoramenti, un po’ virtuali e un po’ reali. Storie binarie alimentate di luce bluastra.  A quale categoria ascrivere queste pulsioni: ai moti dell’adolescenza mai sopita? alle timidezze dei senza volto? oppure ad una nuova specie di sentimenti digitali.  E’ la prefigurazione dell’androide che c’è nella razza umana. Asimov gioirebbe, correndo a riscrivere “io robot”.

http://unita.it/news/italia/88633/laureato_perde_il_posto_da_muratore_e_si_uccide

Laureato, perde il posto da muratore e si uccide

Laureato in matematica e fisica ma da anni precario e con un’occupazione da muratore, si è tolto la vita perchè la ditta edile nella quale lavorava si è vista costretta a ridurre il personale. Si è sparato un colpo al petto un quarantanovenne residente a Sora.

L’articolo de l’Unità inizia così. Stiamo rimuovendo il problema dell’insoddisfazione personale e della precarietà. Questa società genera infelicità, illude, promette e non mantiene. Siamo finiti dentro un super enalotto dove per uno che vince, tutti gli altri perdono e pagano chi vince e chi gestisce il gioco. Questo problema riguarda tutti, i giovani che non capiscono appieno la truffa che subiscono sul loro futuro, gli espulsi dal lavoro che saranno sempre più ricattabili nel bisogno, gli anziani che dovranno provvedere non solo a se stessi. Dopo la crisi ci sarà più precarietà e giustificazioni al licenziare, ma pare che pochi se ne rendano conto.

In Francia Sarkozy ha chiesto ai tecnici, una proposta per misurare il PIL, non solo sulle cose e i servizi prodotti, ma introducendo il benessere del paese E’ un processo dirompente dove i suicidi per disperazione peserebbero sulla politica e sulla nazione, il lavoro sarebbe una componente dell’equilibrio personale e produrre non il primo obbiettivo per una nazione. Non andrà così, troppa responsabilità su chi governa i paesi.

Intanto silenti o conclamate le disperazioni si accumulano, il bisogno non produce solidarietà e il paese si divide tra chi può costruire un futuro sul proprio reddito e chi non può farlo.

Quali sono i limiti della speranza? E quelli della pazienza? 

Gramellini è come la mela: aiuta a stare in salute.

E vedere le cose con ironia non fa male. Neppure dopo i pasti.

 

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

salerno e altro 022

C’è chi gioca sempre a gamba tesa e  per vincere la sua partita, mette in conto di far male. Entra nelle vite senza chiedere permesso, come un piazzista di libri mette il piede nella porta e usa la parola e il corpo per tagliare difese. La libertà è chiudere le porte, dire arrivo fino a questo, il resto non è assicurato. Dipenderà dalla pazienza reciproca.

Sarà per questo che mi infastidiscono quelli che alzano il dito più di quelli che alzano il gomito. 

Sarà per questo che mi rattristano quelli che appoggiano sulle proprie verità la vita altrui.

Sarà per questo che mi piace chi gioca al campo della tosse, che ride, si dispera, ricomincia e dà appuntamento all’indomani.  

Se devo giocare cerco di non farmi spezzare le gambe ed aspetto. Se c’è una ragione emergerà.

Pagine

Flickr Photos

Momentos ácidos

Bridge to Heaven

depart du matin  ...

More Photos

Blog Stats

  • 93,434 hits

Categorie

Informazioni legali Diritti di proprietà intellettuale ed industriale I testi, le immagini e le altre informazioni pubblicate su questo sito, salvo nei casi in cui diversamente precisato, sono di proprietà esclusiva dello scrivente. Il salvataggio, la duplicazione, la riproduzione o anche il semplice inoltro dei contenuti di questo sito, anche solo per estratti, è possibile solo previa autorizzazione dell'autore Willyco o altri purchè esplicitamente citati. Generale disconoscimento di responsabilità 1. Contenuto della presenza online: i Gestori del sito e gli Autori dei contenuti non assumono alcuna responsabilità in merito alla attualità, correttezza o qualità delle informazioni in esso fornite. Salvo i casi di dolo o colpa grave agli stessi addebitabili, resta fin d’ora esclusa ogni responsabilità dei Gestori del sito così come degli Autori dei suoi contenuti, per il risarcimento dei danni, sia materiali che immateriali, eventualmente causati dall’uso o dal mancato uso delle informazioni riportate nel sito ovvero dall’uso di informazioni errate od incomplete. I contenuti del sito non potranno in alcun modo costituire offerte giuridicamente vincolanti. I Gestori del sito ed gli Autori dei contenuti si riservano il diritto di modificare, aggiungere o cancellare parti del sito, senza obbligo di preventivo avviso, oltre al diritto di sospenderne temporaneamente o a tempo indefinito, in tutto o in parte, la pubblicazione. 2. Riferimenti e Links: i Gestori del sito e gli Autori dei contenuti non rispondono dei contenuti dei siti di terzi direttamente o indirettamente collegati anche attraverso links dal sito willyco.wordpress.com, a meno che non risulti dimostrata la conoscenza da parte degli uni o degli altri del contenuto illecito di tali pagine internet e quando sia tecnicamente possibile attraverso misure non eccessivamente gravose prevenire l’uso di tali contenuti illegali. A tal fine, i Gestori del sito e gli Autori dei contenuti dichiarano espressamente che, nel momento in cui i links sono stati inseriti nel sito, essi non erano a conoscenza di eventuali contenuti illeciti nelle pagine collegate. I Gestori del sito e gli Autori dei contenuti non hanno alcun potere di alcun genere sul contenuto o sulla struttura, presenti o futuri, delle pagine collegate e, quindi, non hanno alcuna responsabilità in relazione ai contenuti di tali pagine che siano stati modificati successivamente all’instaurazione del collegamento. Quanto sopra si applica a tutti i links ed ai riferimenti ad altri siti contenuti nell’ambito del presente sito così come a qualsiasi messaggio di terzi inserito nei guest books, nei forum di discussione e nelle mailing lists create dai Gestori. Soltanto il gestore della pagina a cui il link si fa riferimento è responsabile dell’eventuale contenuto illegale, errato o incompleto di tale pagina e, in particolare, di qualsiasi danno derivante dall’uso, o dal mancato uso delle informazioni in esse contenuto. Non vi è, al contrario, alcuna responsabilità della parte che si limita ad inserire, nel proprio sito, un link ad altro sito. 3. Diritto d’autore e diritti di marchio: nel determinare i contenuti del sito, gli Autori hanno curato e cureranno di rispettare i diritti d’autore relativi alla grafica, ai suoni, alle sequenze video ed ai testi utilizzati, nonché di utilizzare grafiche, suoni, sequenze video e testi da essi realizzati ovvero ad introdurre contenuti grafici, sonori e filmati che siano liberamente utilizzabili. Tutte le marche ed i marchi menzionati nell’ambito del presente sito ed eventualmente di proprietà di terzi sono soggetti, senza alcuna limitazione, alle vigenti disposizioni della legislazione in materia di proprietà industriale ed ai diritti di proprietà del titolare della registrazione. L’avere semplicemente menzionato un marchio non significa che lo stesso non sia di proprietà esclusiva di terzi. I diritti d’autore connessi ai contenuti istituzionali pubblicati nel sito restano di esclusiva competenza degli Autori medesimi.. E’ vietata la duplicazione o l’utilizzazione dei testi e dei contenuti grafici, sonori, video in altre pubblicazioni elettroniche o cartacee, se non previo consenso esplicito degli Autori. 4. Protezione delle informazioni personali: Il conferimento, nel sito, di dati personali o commerciali, (indirizzi e-mail, nomi, indirizzi) da parte degli utenti si intende sottoposto al D. Lgs N. 196/2003 (Codice Privacy) secondo le indicazioni fornite nelle specifiche sezioni del sito a ciò dedicate. In linea generale, il conferimento di dati viene effettuato liberamente e spontaneamente dall’utente del sito. 5. Validità legale del presente disconoscimento di responsabilità: le presenti note legali sono parte integrante del sito in cui si trovano. L’eventuale nullità o invalidità, totale o parziale, di singole parti di questa nota non priverà di validità o di efficacia le restanti parti della nota medesima.

 

Settembre: 2009
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930