Voci suadenti, ora minacciose, mai convincenti, m’ hanno suggerito d’essere acciaio. Superficie polita in cui far scorrere tutte le lacrime e i sorrisi. E invece ne è nata una vita per pennellate successive, aspettando che la pioggia dell’oblio dilavi e impedisca di essere crosta. Se si mettono in fila tutte le mancanze di coraggio, le  incapacità nate nella broda dell’abitudine, avere la forza e la lucentezza non basta: bisogna uccidere i dubbi come i punti neri.

E tenersi una immagine giusta e segreta di sè.