I generali valutano le perdite non le possibilità delle vite. Il nostro si è fatto assistere da qualche generale della comunicazione e ha concluso che le perdite della crisi non intaccheranno più di tanto l’esercito del suo elettorato. 500.000, un milione di disoccupati in più, anche disillusi dal presidente operaio, sono meno dei voti immolati negli ozi di papi, questo è il calcolo. Per questo la crisi non esiste, il paese cresce, i giovani stanno bene così. La realtà che non sia quella della vita del capo non esiste. E se qualcuno dice il contrario è un disfattista, un traditore della realtà raccontata.

Anche l’informazione tradisce e se tradisce, che muoia. Di fame.