Lo so che non si dovrebbe fare e comunque  parlarne non serve: quando ci si incazza è una faccenda personale.

Chiudo la porta, mi calmo e analizzo ciò che è successo, il diniego inatteso, la scortesia e capisco che l’interlocutore/cliente vuol farmi pagare qualche rifiuto passato. Una ripicca, insomma. E siccome può restituire il rifiuto, ora il mio buon diritto non vale nulla. 

Davanti ad un no immotivato, cosa può fare una persona paziente e comprensiva?  Incazzarsi ed alzare la voce, sapendo che non servirà: fatto.

Da adesso si attende, ci sarà tempo per restituire e l’ira dei buoni ha memoria lunga.