Amica mia, tu mi parli della tua tristezza come di qualcosa che cresce dentro, fino a diventare una seconda pelle. Invece io penso che la tristezza puzza, ma basta lavarsi e tu la confondi con la melancolia. In questo ti sbagli perchè la tristezza passa mentre la melanconia è modo di vedere il proprio limite e con cui si può vivere tranquillamente, ma non passa. La melancolia consente di guardare il mondo e ascoltare gli altri senza pensare troppo ai fatti propri e non impedisce di essere felice. A me succede così e l’entusiasmo a volte, mi prende e corro forte, ma davvero forte e altre volte guardo il cielo, felice di essere fermo. Il fatto è che ho scelto di vivere e questo comprende tutto il campionario e quando sono incasinato, non scappo. E’ vero che alla fine ci si impara a curare e a gestire gli equilibri, ma questo non mi ha salvato e i ceffoni non sono mancati. Qualcuno l’ho cercato, altri sono arrivati immeritati, però quello che non uccide, fortifica. Posso solo augurarti la felicità che serve e di mutare la tristezza in consapevolezza. Come lo auguro anche quelli che non sono pessimisti, ma semplicemente sanno come va. Per il resto ognuno si rinnova come sa e come può, ma credimi la tristezza passa se non ci vuoi vivere assieme.