La neghittosità del tratto, il silenzio e le perle buttate con noncuranza, l’arte somma del lasciar parlare l’evidenza al proprio posto. Un tratto, una riga ambigua, una foto esplicativa dell’hortus conclusus del proprio pensare. Dire? Il valore quando riconosciuto, verrà sancito da pochi vocaboli: la concisione è virtù preclara. Ma non è tutto virtuale, chè poi le comunicazioni dirette funzionano e ciò che interessa viene mantenuto attivo per altri canali. L’umano bisogno riemerge, si lascia solo cadere il contorno, e ciò che non è superfluo, rimane. L’assenza di blogroll, rimette al suo posto la cosistenza delle amicizie, nessuna confusione con la realtà.

Eppoi l’aristocrazia tiene a mente, non ostenta, dice e non dice. Ma soprattutto guarda e lo sguardo pesa.