La ragazza del bar mi guarda stupita per la sequenza caffè amaro, attesa, cappuccino. Che ne sa del mio rapporto con il caffè, lei si limita a farli, i caffè. Al terzo caffè saranno le 11 e la giornata sarà ancora nuova, così giorno su giorno, con le differenze d’umore e qualche stupore di novità. Il caffè è il legante dei pensieri rivolti a sè. Solo a lui può essere affidata la giornata che inizia, con l’olfatto principe dei sensi, a far da guida. Ho l’abitudine antica di guardar fuori e dentro assieme e di annusare il caffè, dedicandogli una lentezza che poi sparirà. Poco conta  la sequenza d’atti già in memoria: è il primo regalo del mattino, riavrà l’attenzione che mi dona.