Pianto solide palizzate, mi isolo tra libri e musica, incontro per necessità e piacere, progressivamente scelgo dentro me quello che serve davvero. Attendo muti e che la fatica dell’erigere barriere riveli la sua inconsistenza. Stamattina tra il vapore dello specchio ho cercato, senza trovarle, le tracce d’allora. Di quando passavano i venti in questa casa.

Sei cambiato m’hanno detto, in peggio, hanno aggiunto. Ma che peggio ci può essere nel futuro, quando si cammina?