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Basta leggerla appena dipresso a noi, nel suo flusso che ci contiene e guarda, mentre afferma la sua ragionevolezza e accompagna i nostri slanci. E’ lei, la forza del relativo che aspetta lo spegnersi di assoluti, le gittate del momento e il quieto borbottio della passione oltre il desiderio. Non è un adattarsi, un ritorno a casa riducendo le aspettative, nò, è proprio una forza possente come un motore marino che parallela ci accompagna e rimette le cose a posto. Con pazienza amorosa, ogni volta, e per ogni slancio, aspetta di ricondurre al vivere tutte le cose, anche quelle più scombinate ed ostiche, perchè ha con sè l’ironia, e la usa fornendola allo sguardo e alla parola. Il relativo, ridimensiona i giganti, mette il genio a nostra portata, ed è democrazia delle cose e degli uomini perchè ad una vetta ne segue un’altra che ricolloca la prima. Consente il volo verso nuovi cieli, e ci sospinge come il sole la nuca, mentre il pendolo oscilla mandando avanti il tempo.
“E’ una strana cosa scoprire e credere di essere amati, quando si sa che non vi è altro da amare per nessuno fuorchè un genitore o un Dio.” ( Graham Greene: La fine dell’avventura)
Parole plumbee, quasi disperate dell’umano, però una linea da cui partire, per rifiutarla, mutarla o piegarla addosso al proprio sentire. C’è una lotta necessaria con quello che si pensa di sè, un lavoro con le illusioni, gli assoluti, le tristezze che mutano forma nel tempo come i sorrisi. E comunque ci sarà una vittoria alla fine: vincerà chi ha lottato.
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200903articoli/42313girata.asp
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/disoccupati-lavoro/salari-erosi/salari-erosi.html
http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/tecnologia/diritti-web/legge-pd/legge-pd.html
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/congresso-pdl/mauro-28mar/mauro-28mar.html
http://www.unita.it/news/83405/spegni_la_luce_learth_hour_unora_di_buio_per_salvare_la_terra
http://www.unita.it/rubriche/Camilleri
http://www.unita.it/rubriche/cotroneo
http://teleabissi.blog.unita.it//Saviano_e_il_silenzio_di_un_paese_323.shtml
http://concita.blog.unita.it//Avvertite_il_Giornale_318.shtml
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200903articoli/42349girata.asp
http://www.unita.it/rubriche/Camilleri
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http://concita.blog.unita.it//In_cosa_siamo_diversi_326.shtml
http://concita.blog.unita.it//La_fiaba_e_la_realta__328.shtml
http://www.unita.it/news/83547/sinistra_autolesionista_veltroni_torna_a_parlare
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/tecnologia/mail/mail/mail.html
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41
http://www.unita.it/news/83592/io_vivo_in_una_tomba_perch_io_sono_un_intellettuale
Pianto solide palizzate, mi isolo tra libri e musica, incontro per necessità e piacere, progressivamente scelgo dentro me quello che serve davvero. Attendo muti e che la fatica dell’erigere barriere riveli la sua inconsistenza. Stamattina tra il vapore dello specchio ho cercato, senza trovarle, le tracce d’allora. Di quando passavano i venti in questa casa.
Sei cambiato m’hanno detto, in peggio, hanno aggiunto. Ma che peggio ci può essere nel futuro, quando si cammina?
Mi era venuta in mente una cosa intelligente, ma non la ricordo più. Se avessi memoria sarei un genio.
In questi giorni ricorre l’anniversario dei 70 anni dalla guerra di Spagna. Quello che accadde in quel paese infiammò il mondo, ma allora vedere il nazismo all’opera non bastò per evitare la 2 guerra mondiale. In questi giorni mi capita di leggere la parola anarchico come un modo d’essere un po’ snob, schifato della politica e dei politici. Il giudizio spesso è motivato da come si è ridotta la politica italiana, ma l’anarchia è altra cosa, è un modo d’essere che esige ideali ed animi forti. Non è faccenda da signorine, nè tantomeno da opinioni da salotto. Non sono anarchico, ma rispetto il pensiero utopico che sorresse vite ed impegno. Leggo caricature di qualunquismo fatte passare per rifiuto dello stato, sento attribuire aloni romantici agli ozi dell’intelletto e della critica senza oggetto. Non è questa l’anarchia, non è questo il rifiuto dello stato che trae origine dall’idea di eguaglianza, libertà e fratellanza. In Spagna si provò ad applicare politicamente l’anarchia e chi la soffocò furono le brigate comuniste fedeli a Stalin ben più di Franco. Sembra strano parlarne oggi: tutto così lontano, eppure per chi è stato comunista molti anni dopo, quella è ancora una ferita aperta nei propri ideali di eguaglianza e libertà.
C’è un film che amo e che parla di queste cose, ed è Terra e libertà di Ken Loach. E’ un film di parte, come sono di parte la libertà e l’eguaglianza, e non credo possa essere altrimenti, se le vite si modellano su questi ideali. Per molti di voi tutto questo è distante da questo mondo ed invece credo che la risposta a come vorremmo stare assieme ed essere governati passi proprio da queste parole così comuni e così banali, riconiugate e riportate nelle persone finchè non trovano applicazione quotidiana.
Le luci dei semafori brillano impudiche in questa notte troppo scura: costruite per il buio temperato, violano stupite, l’armonia della notte. Da qualche parte un circuito ha ceduto, un interruttore, una disattenzione e la mia parte di città affoga nella pubblica oscurità. Solo vetrine, assieme a qualche luce gialla dei piani bassi rischiarano persone frettolose. Piccole inquietudini tradotte in passettini, trajettorie verso luci decise, caldo, volti e voci conosciute. Anche il bar bologna ha chiuso anzitempo, così si è vuotata la piazza e solo i russi/rumeni, pernoituttiuguali, del giardinetto continuano a parlare e fumare. Le città dell’est sono spesso così, la luce si riserva alle persone non alla pietra. E come si potrebbe altrimenti, con 100 dollari al mese, la luce è un lusso anche per le città.
Rallento il passo, mi piace la città che respira ravvoltolata su sè stessa come un gatto. I negozi verso il prato, stanno chiudendo e le commesse salutano a voce più alta, bisogna pur aggrapparsi a qualcosa prima di scivolare nella notte. Le pozze di nero ritmano i portici, fuori, dentro, fuori, come un mare che si coccola. Per radio danno musica di Brahms, prima il concerto per violino e orchestra op.77 e poi la seconda sinfonia. Dio, che meraviglia mettere alla porta i pensieri, ora solo note, buio, respiro e il leggero fresco di una primavera che canta con il terzo movimento: allegretto grazioso (quasi andantino).
Dedicato alla notte e alla vita che l’accoglie.
Ho contravvenuto al 1° principio della termodinamica individuale: non aumentare la tua entropia attraverso il giro dei canali televisivi. E sono finito su Ballarò. Non ho resistito molto, ma ho avuto tempo di sentir ripetere, da D’Alema, che mostrava una nota alle Regioni della Presidenza del consiglio, puntualmente smentita oggi: in quale paese ? La risposta è che questo è il mio paese e sono stanco di rispondermi, stupito di questa domanda, come sono stanco di pensare che questo possa essere un paese normale. Anche perchè la normalità esige la coerenza e la responsabilità, mentre lo sport principale del paese è la ritrattazione e la precisazione e comunque l’attribuzione delle colpe ad altri. Perfino il caso è stato invocato sui comportamenti degli elettori, ricordate il destino cinico e baro di saragattiana memoria? Ormai ho più risposte che domande e soprattutto mi chiedo perchè questo paese sia così. Non val la pena di pensare che se non si parte da questa percezione di distacco dal sogno, nulla verrà mai capito? e che avere una immagine diversa in testa non serve, se non si agisce caparbiamente di conseguenza? Questo è un paese anormale che desidera essere normale senza pagare il dazio.
Non bisogna mai deludere i catastrofisti
la solitudine è carenza d’amore




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