Pare che le parole, come codice condiviso e formalizzazione dei concetti, siano nate nell’uomo, anche per evitare la cruenza dello scontro, ma se non c’è la lotta fisica e vivendo in un paese in cui è possibile essere diversi senza perire, perchè scagliarsi costantemente contro qualcosa che non c’è più, o ancor di più contro qualcosa che non c’è mai stato come viene descritto? 

Conosco tre modalità dell’avversione: la prima che nasce da un desiderio rifiutato, dove si ostenta disprezzo per ciò che risulta non raggiungibile. La seconda modalità invece, occulta un male peggiore con qualcosa di più evidente e maneggevole. E’ ciò che accade quando ci si picchia con il debole perchè il forte ci menerebbe di brutto. La terza modalità è la reazione verso chi ci ha privato di qualcosa di importante o vitale. Chessò: l’ amore, la ricchezza, la libertà, la dignità, ecc. 

C’è poi la malafede, che non è avversione, ma un modo per denigrare l’avversario, dicendo ciò che non è, per affossarne l’immagine ed evitare un confronto razionale in cui si perderebbe.

Altra spiegazione vagamente freudiana sta nell’invidia del pene; nel desiderio, cioè, di ciò che possiede il genitore e che consente a questo ciò che ci viene precluso. Da cui l’avversione per il genitore dello stesso sesso.

Vuoi vedere che se la teoria funziona in politica in realtà il cav è stato inibito nella sua aspirazione di essere comunista. La sua a-nomia nell’essere un finto liberale, un non-socialista, non democristiano, non missino lo ha portato a trovare la propria identità attraverso la negazione dell’appartenenza e cercando un demone che gli desse consistenza, quale demone migliore del presunto nemico della libertà e della proprietà? Quel comunismo italiano, autore di tutte le perfidie e negatività che pare l’abbiano costretto ad una vita di stenti, di pedissequo rispetto delle regole totalitarie della giustizia, di difensore conculcato della libertà, di prigioniero politico delle proprie reti televisive. Non è forse sua la dichiarazione recente secondo cui tangentopoli (e i comunisti magistrati) ha fermato 50 anni di giusto progresso in Italia?

E qui mi sorge una domanda a cui non so dare risposta convincente: ma gli italiani gli credono davvero, oppure fa parte della bassa opinione che questo paese ha del potere, continuare a votarlo e dargli consenso?