Ad un matrimonio donai l’opera intera di Calvino. Gli sguardi divertiti, i leggeri scuotimenti di capo, li ho letti dopo, rivelati da poche parole asciutte.

Avevo pensato a ciò che per me, era caro e prezioso ed era stato inteso come bizzarro. Ma era la mia cifra di diversità, che altro potevo dare di sincero? La vita mi piace pensarla come percorso, accompagnato da uno zaino ideale e nel necessario, c’è un libro caro da consumare ovunque.

Quel matrimonio ormai finito, chissà dove ha gettato Calvino, mi resta traccia di quel dileggio che non capirò mai davvero.