La calunnia e la menzogna usate contro l’avversario politico, per demolire, minimizzare, togliere credibilità. Un’arte antica e ben usata in politica, perchè dei vinti non si ricorda nessuno, se non vincono nuovamente.

Hanno detto: a Roma in 200.000,  era un comizio d’apertura di campagna elettorale, solo una manifestazione per occultare la divisione interna della schieramento d’opposizione, ecc. ecc.

Ha un bel dire Anna Finocchiaro: vogliamo rispetto, noi al tempo rispettammo l’opposizione. Non ci sarà nè rispetto, nè verità. Anzi il cav. Berlusconi illustra il pensiero su cui bisogna uniformarsi: abbiamo vinto in modo schiacciante, non c’è un’altra Italia, l’unica manifestazione è stata il 18 aprile, Veltroni si riposi e torni fra 5 anni, nel frattempo faremo quello che ci hanno legittimato a fare.

Solo i ludi elettorali di mussoliniana memoria, funzionavano così, ma fa bene il cav. Berlusconi a ricordarlo a chi pensa che il compromesso sia possibile. In una azienda comanda il capo, dà istruzioni ai sottoposti (che  dice ministro Maroni?), controlla e modifica le regole secondo la propria visione del potere per conseguire il risultato. E’ utile, il cav. Berlusconi, perchè fissa l’agenda  all’opposizione che come in ogni regime liberale, deve essere alternativa. E per essere alternativa deve esercitare i propri diritti, mordendo per 5 anni, implacabile, instancabile, credibile. Perchè il suo obbiettivo è essere alternativa alla maggioranza ed è questa a dover essere conquistata a nuove ragioni, non l’opposizione.

Chi c’era al Circo Massimo, può dire non solo il numero, ma la volontà di essere alternativi, per questo da sabato comincia un percorso e finisce la sconfitta, non altro.

E per cortesia, basta con il tempo consumato a discutere di organigrammi, parliamo di problemi e della loro soluzione, cerchiamo di capire che i giovani metteranno in discussione i nostri paradigmi, i compromessi, le scelte che hanno fatto di questa generazione quella più povera e con meno futuro delle precedenti.