Il mio capo me lo ripeteva: taglia via tutto quello che non è essenziale, riduci, lascia solo i fatti. I sentimenti non servono. Ed prima scrivevo a mano libera e poi tagliavo quello che non ci stava, sceglievo e tagliavo. Pensavo che abbiamo poche parole, l’essenziale e i fatti bastano. Eh sì, ma cos’è essenziale, come sono i fatti senza attori? Se guardo in alto, di notte, vedo un pulviscolo iridescente fatto di frammenti di volti, di situazioni, di fatti non narrati, di emozioni spente a forza. In un universo parallelo, questi mondi possibili hanno avuto parabole da percorrere sino in fondo, le vite si sono intrecciate guidate da mani sapienti e hanno generato nuovi fatti e nuove storie. L’impercettibile, il casuale ha serpeggiato nel rumore bianco fino a distinguersi e ricombinarsi nel nuovo e così ha colpito inatteso e senza merito. Lasciando senza fiato per la meraviglia.