Stanno passando, nell’indifferenza e nel dileggio degli italiani, i provvedimenti del ministro Brunetta in materia di lavoro nel pubblico impiego. Se si colpisce l’assenteismo o i finti ammalati, è una azione meritoria, anzi doveva essere una sensibilità della sinistra distinguere e colpire chi non lavora. E non aver paura di rompere un tabù sul lavoro a prescindere, ma oggi, la soddisfazione generalizzata che stanno producendo i provvedimenti, in particolare nei lavoratori dell’industria ha ben altri effetti. Si sta infatti, determinando una spaccatura ancora più accentuata nel mondo del lavoro, che rompe i meccanismi di solidarietà tra lavori diversi. Ciò che voglio dire è che il giudizio generale sui lavoratori pubblici non colpisce il deviante, l’assenteista, ma tutti i lavoratori di questo comparto. L’ulteriore effetto è che non si discute dei diritti comuni, ma di diritti differenziati. Se un lavoratore del privato, con pochi diritti, magari precario, solo esulta e plaude per un privilegio tolto e non guarda alla propria condizione di sfruttamento e incertezza di futuro, non capisce il proprio stato. Per sgomberare il campo, sono contro i privilegi, sono per la giusta retribuzione del lavoro fatto, per diritti egualitari sul lavoro. Ed invece ho la netta impressione che si stia estendendo l’area della precarietà e che non si percepisca che si parte dal pubblico impiego per poi attaccare gli altri comparti del lavoro. La mia proposta è semplice: diritti eguali e rigore Ma dappertutto. Con un nuovo statuto dei lavori e dei lavoratori valido ovunque. Oggi si gioisce perchè il vicino viene colpito, domani toccherà a noi. Magari partendo dalla malattia o dal congedo per maternità, o dal tfr, prossima vittima designata. Ecc. Ecc. La lega a nord coinvolge e arruola adepti nel mondo del lavoro, indica il nemico: il sud, l’extra comunitario, differenziando le paghe sui posti di lavoro, rifiutando gli impiegati meridionali, parlandone come di assenteisti e fannulloni. Questa cultura si estenderà e nell’indifferenza invaderà anche il sud, allora chi pagherà per primo saranno i deboli in queste aree, i lavoratori dell’industria e dei servizi. E poi toccherà al nord. Ma con il mondo del lavoro spaccato sarà facile vincere e far scordare che non sono solo i devianti il problema di questo paese. Chiedetevi quanti privilegi sono caduti in parlamento in questi mesi e se per caso non ne sono stati aggiunti? Da quello che rispondete può iniziare la riflessione.
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2 comments
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12 Agosto 2008 a 1:44 pm
melania
tristissima riflessione, willy.
la spaccatura, un minimo di spaccatura, fra il pubblico e il privato c’è sempre stata. di questo sono abbastanza convinta e l’ho anche vissuta di persona, in un certo senso. ora non si fa che esasperarla, portarla all’estremo. e tutto ciò avviene in uno stato di apparente indifferenza generale. i lavoratori saranno sempre più deboli, avranno sempre meno forza contrattuale. così come la maggior parte dei cittadini. ripeto per l’ennesima volta. la mia sensazione è sempre la stessa. il titanic. la gente continua a ballare mentre la nave va a fondo.
13 Agosto 2008 a 8:25 am
Sammy
una volta si diceva che un diritto o è di tutti oppure è un privilegio. non posso che condividere la tua riflessione, amareggiato da una politica che punta più allo spettacolo che alla sostanza delle cose.