La percezione dell’età si basa su canoni di adeguatezza ambientale: funzionalità fisica, mentale, sessuale. L’ambiente scelto e non imposto, è la cuccia, in cui l’equilibrio è possibile. Esempio unico nel mondo animale di governo globale e trasformazione funzionale dell’ambiente per una specie. La giovinezza, quando prescinde dall’età, perde consistenza: è un’età indefinibile della vita ed essere giovani non è più solo un fatto di tessuti, ma di atteggiamento verso la vita. Perchè rifiutare l’opportunità che viene offerta di esserci integralmente, a lungo, di procrastinare la decadenza. Certo si perdono alcune gioie come l’osteria e i dialoghi sul tempo, le acute osservazioni sul passato immaginario, la narrazione intensa del servizio militare o delle imprese epiche, sessuali, gastronomiche, etiliche, i silenzi protratti e sonnolenti. Ma bisogna pur perdere qualcosa, se si sceglie di passare dalla giovinezza al collasso rinunciando alla saggezza presunta ed inane. Un buon indice è l’attenzione al nuovo, compreso lo stimolo sessuale: se permane, la mente e lo sguardo restano ironici e attenti. Ma in questi casi a volte il dubbio mi assale: meglio maturo gentiluomo o vecchio stronzo?