Incompetente e ignorante. E’ ciò che penso di me e sarà per questo che i miei colleghi di funzione mi annoiano: spesso li trovo vecchi e vuoti. Contenitori di nozioni e di abitudini. Un incompetente è costretto alla fantasia, ad inventarsi la vita. E l’ignorante si deve inventare una cultura, deve imparare. Appartengo alla genia di quelli che perdono tempo facendo apparentemente altro, che seguono gli istinti e il principio di piacere. Questo da sempre e non rimpiango nulla. A volte mi piacerebbe avere qualche strumento in più, per orientarmi, per analizzare. Ma in realtà so che devo semplificare e che quello che apprendo è solo una piccola parte di ciò che potrei sapere.

Sono a credito con la vita e -sembrerà strano- non mi accontento, nè mi fermo.

Pervicace, mi sono giocata la condizionale.