Il dongiovannismo è un mestiere serio. Non scevro di rischi, nella sua essenza, è circolare ed insoddisfacente. Prodotto alto della volontà e dell’intelligenza, si nutre di perenne ricerca, essendo la conquista, il fine che esaurisce il piacere.  Come se ne parla oggi se ne svilisce l’impegno, paragonandolo alla quotidianità amorosa giocherellona.

Meno nobile, diversa, ma attraente, è la condizione dello sciupafemmine. E molti vorrebbero praticarla, non conoscendone i rischi e soprattutto l’impegno. Inizialmente tutto sembra semplice: captare la disponibilità, condividere, lasciare, poi riprendere il ciclo con leggerezza, ma che fatica mantenere il ruolo, la capacità e la fama nel tempo. Per questo, lo sciupafemmine, dopo i fasti iniziali, ha la convinzione che le femmine lo sciupino e vorrebbe essere finalmente lasciato in pace.

Detto ciò, con buona pace della linguaccia Minnie, non appartenendo né all’una né all’altra categoria summenzionata, affermo sin d’ora che non parteciperò ai loro eventuali scioperi di protesta.