Wolfang Amadeus M. mandava lettere e biglietti alla moglie Costanza, riempiendola di soprannomi, di dolcezze verbali, di giochi linguistici e nonsense che suonavano bene: tutti nel contrappunto di carinerie e dichiarazioni d’amore. W.A. amava le donne, nel senso letterale del termine eppure parla di sé come di un maritino fedele: non c’era contraddizione, si usava. Anche adesso.

La mia tesi è che l’eccesso di carinerie nasconda una difficoltà ad affrontare le proprie paure, le insicurezze, la sessualità difficoltosa. Come nella concretezza e crudezza per esorcizzare la timidezza, si enfatizza una parte di sè.Nell’eccesso di dolcezze è come fosse necessario un velo per rassicurare e non dire ciò che si dovrebbe e cioè che le cose non sono davvero così stabili. L’altro è un completamento indispensabile, ma come una tavola a cui aggrapparsi più che un altro io, con cui navigare, condividere e confrontarsi.

L’insicurezza, la difficoltà del rischio di perdere sono avvolti da una nebbia di tenerezze e parole. Vuote? Solo in parte, perchè c’è molto, ma manca la forza di diventare adulti davvero.

Non è un giudizio di valore, si può restare adolescenti per sempre ed essere felici. Chi l’ha detto che bisogna per forza crescere.