Il flow: pochi simboli, l’essenzialità in ogni processo complesso.

Da piccolo ero bravo con il meccano, anche con i lego dei miei figli me la cavavo bene. Abbiamo riso tanto, trovavo sempre il pezzo giusto. Lo sapevo fin dall’inizio com’era la costruzione. Lo facevo per loro, perchè capissero che è facile avere idee semplici nella vita. Quello che conta è il colpo d’occhio, la semplificazione che scioglie la complessità. Nella mia testa si destruttura tutto, ogni azione è fatta di un input e un output ed in mezzo una if. Non bisogna ramificare troppo: ci si perde. Si finisce in vicoli chiusi con mura invalicabili. Un flow bello assomiglia all’energia: sceglie la via più breve e meno faticosa.

Come potevo non applicare alla vita concetti così semplici?

Sì certo, anche ai sentimenti e agli amori.

Il flow funziona con tutto, anzi nella vita quotidiana dà più soddisfazioni. Mi strappa sorrisi di consapevolezza in corso d’opera, perchè io so come andrà a finire.

Mi guardi sorpresa: se vuoi ti mostro come si fa.

Vedi in questo riquadro ci siamo noi, più sotto il nostro incontro, poi la prima if: ci stai o non ci stai. Ci stai e nasce la nostra attività amorosa. Sotto, per un pò, non c’è niente, non ci sono decisioni. Poi hai chiesto di più e quindi ancora una decisione. Questa è la if importante è lo snodo della storia: se decido in un modo, vado da questa parte, se scelgo il no, vado da quest’altra. Siccome so come vanno le cose, ho messo sotto un’altra if: nel caso ci ripensassimo, torno indietro e riprendo. E’ la vita: ci si ripensa a volte, ma è tutto così lineare, scontato.

Vuoi che continui a spiegarti come si procede?

ma perchè piangi.