You are currently browsing the monthly archive for Gennaio 2008.

Capelli bianchi, i più. Per chi li ha ancora. Poi cappelli: alcuni inusuali, uno altoatesino in colore con il loden, altri a dire o a coprire. I baschi, le coppole, le lobbie grigie. Dalle nostre teste si leggono le storie, le professioni, le appartenenze. In alcuni casi il successo è arrivato e poi se n’è andato, è rimasta l’eccentricità a cui aggrapparsi per bisogno d’identità.

Borghesia liberal, spesso di sinistra, disincantata. Disponibile, ma fino ad un certo punto.

I capelli hanno seguito le storie, sono stati costretti. Si potevano cambiare, imbrillantare, lasciar lunghi e poi rasare, insomma, per la mia generazione i capelli sono stati il messaggio al mondo ancor prima di toccare i vestiti. Anche oggi nella cura del riporto, nella riga che trasloca, c’è la traccia di chi non rifiutò e convenne.

Ora tutte queste teste confluiscono e ci si guarda gossipando sulle storie attuali, le precedenti son note. Un taglio nuovo, un cappello blasè su giacca segnaletica: trasgressioni in corso. Qualche scuotimento di capo invidioso, tributo alla resa della propria incapacità di sognare.

Le parole sommate ai capelli rivelano le attese, una speranza tradita, un’ inguaribile sfarfallamento affettivo. Eppure molti sono in cattedra, insegnano oppure dirigono, sono, abbastanza, padroni del loro destino, ma qualcosa li ha fatti scegliere vie sbieche alla verità. Solo i loro capelli nella costrizione, continuano ad essere sinceri raccontando storie passate, sogni incompiuti, ribellioni quiete.

Ho le mani ruvide,

le unghie affilate,

il cuore nò,

quello non potevo.

Noi siamo ciò che ricordiamo: è il mio rapporto con il passato; con quello che è evidente ed accetto e con quello che sommergo nell’oblio.

Apparentemente, perchè se la razionalità soccorre, il sogno fa giustizia e riporta equilibrio.

In tutto questo essere, la memoria dialoga con il tempo, anche se i piani temporali si confondono. C’è una dislessia tra tempo cronologico ed emozioni, come se le correlazioni non fossero così necessarie. Ci sono più tempi e tra gli altri, quello in cui le cose interrotte possono riprendere. Da questo nasce la consapevolezza del prevalere dell’esperienza. Non importa quale, se fattuale ovvero unicamente immateriale, ma l’esperienza si radica e mi modifica. E’ banale dirlo, ma sono la somma delle mie esperienze e la memoria è il mio catalogo, pur fallace temporalmente. E non solo. La memoria modifica l’esperienza, l’arricchisce di sensualità e di contenuti. Tutti noi mutiamo ciò che è accaduto in un insieme di evidenze positive o negative. La memoria enfatizza le sensazioni, i fatti, li attualizza, ma non è con lei che alla fine farò i conti per il mio mutamento, bensì con l’esperienza, vero motore vitale. E anche nell’occultare compirò lo stesso procedimento: apparentemente cancellerò ciò che è sgradevole, ritenendolo inessenziale, ben sapendo che continuerà a vivere e che, nell’altro me della notte, riemergerà trionfante. Per questo non mi preoccupo più molto della cronologia esatta degli avvenimenti: c’è un tempo delle passioni, delle emozioni, dei sentimenti in cui la consequienzialità non è così importante, proprio perchè tutto si mescola in me. Nei miei desideri, nelle malinconie senza nome apparente, nella gioia immotivata, nell’attesa di futuro, nei fastidi e nelle idiosincrasie. Tutto questo passato esperienziale emerge in piaceri strani e sensibilità personali e a chi posso raccontare la passione per il mare d’inverno o per il camminare, per il limes e per i suoni, per gli odori d’estate e per i silenzi, se non a chi, in altri momenti e per altre vie, è giunto ad assonanze che permettono la comunicazione profonda. Il mio tempo non interferisce con la memoria: c’è un prima e un dopo, ma non è così importante se è legato a ciò che sono. E’ così, cari amici, che lo voglia o meno ed è questa consapevolezza che mi dà una ragione del presente.

Emma ha fatto una riflessione ben più accurata della mia e ricca di sollecitazioni sulla memoria:

http://milanovalencia.wordpress.com/2008/01/26/le-stagioni-della-memoria/

da lì, mi sono chiesto dove stava la mia affermazione che siamo ciò che vogliamo ricordare e mi è tornato in mente il gioco che facevo con mio figlio: il memory. Allegro perchè era un gioco e perchè eravamo assieme, allegro perchè c’era un futuro.

Le parole sono sostanza, rappresentano il presente, promettono il futuro, a volte raccontano il passato.

Condivido quello che scrive Barbara Spinelli su La Stampa di oggi e vorrei che Lei, assieme ad altri, avesse la voglia di scendere in politica.

Come in tanti momenti della vita pubblica, una donna, adesso, potrebbe essere il cambiamento e la salvezza. Per la capacità che hanno le donne di riconoscere il vecchio e dare vita al nuovo, scegliendo, senza compromessi, la passione e salvando la memoria.

Forse è questa la discontinuità vera di cui abbiamo bisogno.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=40 

buona domenica a tutti

ho parlato controvento

e tutte le parole son tornate dentro,

perchè mi guardi attonita:

non sono muto,

son solo afono d’amore.

Vorrei riavere il mio album delle figurine. Ho bisogno di un posto in cui incollare facce note. Lo aprirei, oggi, alla pagina politica, con l’odore di coccoina nel naso e le figurine da incollare. Metterei anche quelle che non mi piacciono per la soddisfazione di avere la pagina completa. Invece troppi buchi vuoti: mancano i giovani, gli operai, le donne, i cinquantenni disoccupati, gli anziani. Vorrei la speranza di completare il quadro, di dare un posto a tutti, vorrei che il poligrafico di stato mi rassicurasse che stamperanno tutto e che il nuovo album avrà tutti dentro.

Prodi è caduto con onore, ma noi dove cadiamo?

Il mio falò riluce nella nebbia;

le scintille si smorzano nel volo…

Nessuno può vederci nella notte,

e noi sul ponte ci diciamo addio…

La notte scorre ed al primo mattino

Me ne andrò, con la folla delle zingare,

lontano nella steppa amato mio,

per seguire la nomade kibitka.

Jakov Petrovic Polonskij

Sono tornato stanotte da Salerno: strade pulite, pullulare di attività, traffico intenso, persone ospitali e buoni clienti per il mio lavoro. Di immondizia nessuna traccia, anzi Salerno è più pulita della mia nordica città.

Nei giorni scorsi ero nel Casertano, anche qui poche tracce evidenti del disastro rifiuti, invece molta preoccupazione nelle persone. La munnezza, mi dicono, è principalmente in alcune parti di Napoli, nei comuni del circondario e in altre località, ma non dappertutto, però seppellisce tutto anche dove non c’è.

 Mi ero fatto l’idea dell’intera regione sotto uno strato di rifiuti: non è quello che ho visto e le considerazioni che seguono sono mie impressioni, senza pretese di analisi.

  • il disastro è grave e noi vediamo le situazioni peggiori perchè il sensazionale fa più notizia, ma la realtà è composita;
  • è in atto un regolamento di conti tra politici locali e nazionali, che parte dall’evidente inefficienza degli amministratori attuali, con l’obbiettivo di arrivare a un cambiamento di governo regionale e locale;
  • chi si propone di sostituire gli uscenti è in politica da tempo e spesso ha amministrato, quindi sapeva e non ha parlato nè fatto;
  • i danni provocati all’ immagine e all’ economia sono immani. Mozzarelle e verdure si producono, ma prendono origine in altre regioni per essere collocate sui mercati. La provenienza campana non è gradita ai consumatori;
  • la Campania è una regione che ha molte attività economiche legate al territorio, tra queste, l’orto-frutticultura, il lattiero-caseario, l’allevamento, il turismo; tutte stanno colando a picco, con disdette di massa per le prenotazioni e le vendite. Un patrimonio costruito con fatica, viene disperso;
  • la situazione attuale dei rifiuti verrà risolta in qualche modo, ma ciò che sta emergendo è una regione inquinata da decenni, con materiali provenienti da tutta Italia, che dovranno essere rimossi con bonifica dei terreni: questa è l’immagine vera del disastro destinata a durare ben più dell’attenzione politica e giornalistica;
  • la camorra dopo il business dei rifiuti potrà fare anche quello della bonifica;
  • se quello che si teme di trovare in Campania è anche in altre parti del Paese, la situazione è ben più grave;
  • nella solidarietà una parte dell’Italia è contro un’altra parte, questi giudizi e insofferenze quando si radicano sono destinati a produrre effetti profondi che si pagheranno in altri momenti;
  • se non si riesce affrontare collettivamente un disastro, il sistema paese non esiste e questo in un’economia globalizzata non dà speranze;
  • la cosa più semplice è mandare a casa chi non ha saputo governare, la cosa più difficile è trovare chi governerà bene;
  • bisogna eradicare la camorra e la malavita dalla politica, dall’economia, dalla vita civile della regione.

Per quanto mi riguarda dalla costiera amalfitana al matese le località turistiche sono integre e accoglienti. Ho deciso: quest’anno andrò in vacanza in Campania, poca gente, prezzi bassi e panorami mozzafiato.

Dirò cose scombinate.

Per i più, da scuotere il capo e passare oltre.

Perchè facciamo male alle persone a cui vogliamo bene?

E perchè facciamo bene a persone che non si interessano, come vorremmo, a noi?

Invaghiti di una luce, tralasciamo il bene che non si difende: vorremmo appartenere ai no, stancamente ripetuti.

Solo questione di orgoglio ferito? di conquista difficile?

La sconfitta, a volte, si ammanta di nobiltà: si pensa all’altrui bene. Che strano, è un bene rifiutato, non se ne farà nulla e vale solo per noi quel bene disperso.

Alla fine si diventa maestri nell’arte dell’interpellare senza perdere dignità, del ritrarsi feriti, eppoi di nuovo, ritrovar speranza, mentre da qualche parte, per un pò, qualcuno aspetta che la sua stella cambi corso verso una congiunzione amica.

Negli amori tagliando, tagliando, restano solo segmenti, che attendono una ricomposizione, magari incollandoli con pazienza su una retta che viaggia chissà dove.

Vestirsi di urbana gentilezza, non di tolleranza, chè quella, come abito, ad altri è riservata.
Prendere posizione, con il dubbio di non aver letto tutto, perchè la decisione arriverebbe troppo tardi. Accogliere il rischio dell’errore nella vita sapendo che, poco distanti dal vero, sbagliare è comunque andare avanti. Ascoltare ed accogliere senza lasciar fraintendere.
Non camminare dentro la verità, per rispetto e consapevolezza: averla a fianco per parlarle e sapere che anche lei può cambiare. Perchè la verità è donna e muta quando ama, ma non lo farà sempre con me. Eppoi nell’appartenere o meno ad una verità si cambia, ma con rispetto ricambiato.

Pagine

Flickr Photos

Falls of Spring - Swinging Bridge, Yosemite National Park, California

Poetry in Motion (drawn in pastel)

dead end

More Photos

Blog Stats

  • 92,688 hits

Categorie

Informazioni legali Diritti di proprietà intellettuale ed industriale I testi, le immagini e le altre informazioni pubblicate su questo sito, salvo nei casi in cui diversamente precisato, sono di proprietà esclusiva dello scrivente. Il salvataggio, la duplicazione, la riproduzione o anche il semplice inoltro dei contenuti di questo sito, anche solo per estratti, è possibile solo previa autorizzazione dell'autore Willyco o altri purchè esplicitamente citati. Generale disconoscimento di responsabilità 1. Contenuto della presenza online: i Gestori del sito e gli Autori dei contenuti non assumono alcuna responsabilità in merito alla attualità, correttezza o qualità delle informazioni in esso fornite. Salvo i casi di dolo o colpa grave agli stessi addebitabili, resta fin d’ora esclusa ogni responsabilità dei Gestori del sito così come degli Autori dei suoi contenuti, per il risarcimento dei danni, sia materiali che immateriali, eventualmente causati dall’uso o dal mancato uso delle informazioni riportate nel sito ovvero dall’uso di informazioni errate od incomplete. I contenuti del sito non potranno in alcun modo costituire offerte giuridicamente vincolanti. I Gestori del sito ed gli Autori dei contenuti si riservano il diritto di modificare, aggiungere o cancellare parti del sito, senza obbligo di preventivo avviso, oltre al diritto di sospenderne temporaneamente o a tempo indefinito, in tutto o in parte, la pubblicazione. 2. Riferimenti e Links: i Gestori del sito e gli Autori dei contenuti non rispondono dei contenuti dei siti di terzi direttamente o indirettamente collegati anche attraverso links dal sito willyco.wordpress.com, a meno che non risulti dimostrata la conoscenza da parte degli uni o degli altri del contenuto illecito di tali pagine internet e quando sia tecnicamente possibile attraverso misure non eccessivamente gravose prevenire l’uso di tali contenuti illegali. A tal fine, i Gestori del sito e gli Autori dei contenuti dichiarano espressamente che, nel momento in cui i links sono stati inseriti nel sito, essi non erano a conoscenza di eventuali contenuti illeciti nelle pagine collegate. I Gestori del sito e gli Autori dei contenuti non hanno alcun potere di alcun genere sul contenuto o sulla struttura, presenti o futuri, delle pagine collegate e, quindi, non hanno alcuna responsabilità in relazione ai contenuti di tali pagine che siano stati modificati successivamente all’instaurazione del collegamento. Quanto sopra si applica a tutti i links ed ai riferimenti ad altri siti contenuti nell’ambito del presente sito così come a qualsiasi messaggio di terzi inserito nei guest books, nei forum di discussione e nelle mailing lists create dai Gestori. Soltanto il gestore della pagina a cui il link si fa riferimento è responsabile dell’eventuale contenuto illegale, errato o incompleto di tale pagina e, in particolare, di qualsiasi danno derivante dall’uso, o dal mancato uso delle informazioni in esse contenuto. Non vi è, al contrario, alcuna responsabilità della parte che si limita ad inserire, nel proprio sito, un link ad altro sito. 3. Diritto d’autore e diritti di marchio: nel determinare i contenuti del sito, gli Autori hanno curato e cureranno di rispettare i diritti d’autore relativi alla grafica, ai suoni, alle sequenze video ed ai testi utilizzati, nonché di utilizzare grafiche, suoni, sequenze video e testi da essi realizzati ovvero ad introdurre contenuti grafici, sonori e filmati che siano liberamente utilizzabili. Tutte le marche ed i marchi menzionati nell’ambito del presente sito ed eventualmente di proprietà di terzi sono soggetti, senza alcuna limitazione, alle vigenti disposizioni della legislazione in materia di proprietà industriale ed ai diritti di proprietà del titolare della registrazione. L’avere semplicemente menzionato un marchio non significa che lo stesso non sia di proprietà esclusiva di terzi. I diritti d’autore connessi ai contenuti istituzionali pubblicati nel sito restano di esclusiva competenza degli Autori medesimi.. E’ vietata la duplicazione o l’utilizzazione dei testi e dei contenuti grafici, sonori, video in altre pubblicazioni elettroniche o cartacee, se non previo consenso esplicito degli Autori. 4. Protezione delle informazioni personali: Il conferimento, nel sito, di dati personali o commerciali, (indirizzi e-mail, nomi, indirizzi) da parte degli utenti si intende sottoposto al D. Lgs N. 196/2003 (Codice Privacy) secondo le indicazioni fornite nelle specifiche sezioni del sito a ciò dedicate. In linea generale, il conferimento di dati viene effettuato liberamente e spontaneamente dall’utente del sito. 5. Validità legale del presente disconoscimento di responsabilità: le presenti note legali sono parte integrante del sito in cui si trovano. L’eventuale nullità o invalidità, totale o parziale, di singole parti di questa nota non priverà di validità o di efficacia le restanti parti della nota medesima.

 

Gennaio: 2008
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031